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11/04/07
Ipertesto
realizzato da Sara Solinas – Classe 2a C – Siamaggiore
- a.s. 2006/2007
Docente , prof.ssa Antonietta Serchisu
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IL PARCO
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MUSICA
La
reggia di caserta si trova in una delle più belle pianure d’Italia. La “Terra
di Lavoro”, Carlo di Borbone, Re del Regno delle Due Sicilie, incaricò
l'architetto Luigi Vanvitelli di progettare una Reggia pulifunzionale, in grado
di rappresentare magnificenza e grandezza, collocandolo nel più ampio progetto
di riorganizzazione amministrativa dello Stato. I vari Borbone che si
susseguirono al trono utilizzarono il palazzo per caccie, feste. Ferdinando II
lo utilizzo come residenza.
[s2]Il
Palazzo reale di Caserta fu voluto da Carlo III di Borbone, il quale volle
che
venisse costruita una reggia tale da poter reggere il confronto con quella di Versailles,
allora ritenuta il non plus ultra
delle dimore regali. Dopo il rifiuto di Nicola Salvi, afflitto da gravi
problemi di salute, il sovrano si rivolse all'architetto Luigi Vanvitelli, a
quel tempo impegnato nei lavori di restauro della basilica di Loreto per conto
del Vaticano. Carlo III ottenne dal papa di poter incaricare l'artista e nel
frattempo acquistò l'area necessaria dal conte Michelangelo Gaetani, pagandola
489.343 ducati, una somma che seppur enorme fu certamente oggetto di un forte
sconto: il Gaetani, infatti, aveva già subito la confisca di una parte del
patrimonio per i suoi trascorsi antiborbonici.
La nuova reggia doveva essere simbolo del nuovo stato borbonico e
manifestare potenza e grandiosità, ma anche essere efficiente e razionale. Il
progetto si inseriva nel più ampio piano politico di Carlo III, che voleva
spostare le principali strutture amministrative dello Stato a Caserta ,
collegandola alla capitale Napoli con un vialone monumentale di oltre 20 km.
Questo piano fu però realizzato solo in parte. Vanvitelli giunse a Caserta nel 1751 e
iniziò subito la progettazione del palazzo, commissionatogli con l'obbligo di
farne uno dei più belli d'Europa.
L'opera faraonica che il re di Napoli gli aveva richiesto spinse
Vanvitelli a circondarsi di validi collaboratori: Marcello Fronton lo affiancò
nei lavori del palazzo, Francesco Collecini in quelli del parco e
dell'acquedotto, mentre Martin Biancour, di Parigi, fu nominato
capo-giardiniere. L'anno dopo, fu
iniziata la costruzione del magnifico parco. I lavori complessivi andarono
avanti per molti anni e alcuni dettagli rimasero incompiuti. Inoltre, il 1 marzo 1773 morì Vanvitelli e a
lui successe il figlio Carlo. Questi era di certo un buon architetto, ma molto
meno estroso e caparbio del padre, al punto che trovò notevoli difficoltà a
compiere l'opera secondo il progetto paterno.
La
reggia fu terminata nel 1780, per una spesa complessiva di 8.711.000 ducati.
Nel lato meridionale, il palazzo è lungo 249 metri, alto 37,83, decorato con
dodici colonne. La facciata principale ha 26 colonne poste fra una finestra e
l'altra. Nel complesso, la reggia
ricopre un'area di ben 47.310 metri. Accanto
al portone centrale sono ancora visibili i basamenti sui quali dovevano essere
poste le statue della Giustizia, della Magnificenza, della Clemenza e della
Pace, virtù attribuite al re. A destra e
a sinistra si aprono i passaggi che portano ai cortili interni, mentre
frontalmente un triplice porticato immette al centro topografico della reggia.
In fondo, un terzo vestibolo dà adito al parco. Su un lato del vestibolo
ottagonale si apre il magnifico scalone reale, un autentico capolavoro d’architettura
largo 18,50 metri e dotato di 117 gradini, immortalato in numerose pellicole
cinematografiche. La
sala più ricca e suggestiva del palazzo è senz'altro la Sala del Trono, il
luogo dove il re riceveva ambasciatori e delegazioni ufficiali, in cui si
amministrava la giustizia del sovrano e si tenevano i fastosi balli di corte. Intorno alle pareti corre una serie di
medaglioni dorati con l'effigie di tutti i sovrani di Napoli, da Ruggero
d'Altavilla a Ferdinando II di Borbone, poi un'altra serie con gli stemmi di
tutte le province del regno, mentre nella volta domina l'affresco che ricorda
la cerimonia della posa della prima pietra.
Tra le sale di maggior pregio visibili al pubblico spiccano il salone di
Alessandro, le sale dedicate alle Quattro Stagioni, lo studio e la camera da
letto di Ferdinando II e quella di Murat, la Biblioteca Palatina, la pinacoteca,
la camera del Consiglio e la Sala Ellittica che ospita un fulgido esempio di presepe
napoletano.
[s4]Il
parco reale di Caserta si estende per tre chilometri di lunghezza e 120 ettari
di superficie. Il percorso è scandito da una serie di spettacolari fontane, che
in ordine sono: la fontana Margherita, la fontana dei Delfini, la fontana d’Eolo,
la fontana di Cerere, la fontana di Venere e Adone, la Grande cascata con la
fontana di Diana e Atteone. La seguente
fontana d’Eolo, adorna di ventotto statue di venti a fronte delle
cinquantaquattro previste dal progetto originale, è una delle opere incompiute
del parco: il progetto - di cui resta solo un modello in legno predisposto
dallo stesso Vanvitelli - prevedeva un grande gruppo scultoreo di Eolo e
Giunone su un carro trainato da pavoni.Più avanti, la fontana di Cerere va a
formare sette cascatelle ed è ornata di delfini e tritoni, Nereidi, statue dei
fiumi Oreto e Simeto, tutte sprizzanti alti getti d'acqua.
Completano la fontana una statua di Cerere che mostra un medaglione con la
Trinacria e tutt'intorno ninfe e draghi. A chiudere la serie delle fontane, prima
della Grande cascata, la fontana di
Venere e Adone: un grandioso gruppo marmoreo che mostra Venere intenta a
dissuadere Adone dall'andare a caccia per evitare che possa essere ucciso da un
cinghiale. Intorno ai protagonisti, ninfe, cani, giovani e amorini.In fondo al
parco troneggia la Gran cascata, da cui una grossa mole d'acqua precipita in un
bacino adorno del celebre gruppo di Diana e Atteone. Da una parte, Diana, circondata da ninfe, sta
per immergersi nelle acque; dall’altra, Atteone, che aveva osato guardare Diana
nella sua nudità, è già in parte trasformato in cervo e intorno a lui si
agitano i cani che lo sbraneranno.Il parco reale di Caserta è un alto esempio
di giardino all'italiana, geometrico e razionale. Accanto ad esso, si apre il
giardino inglese.Le fontane del parco sono alimentate dall'Acquedotto Carolino,
che fu inaugurato nel 1762 da re Ferdinando IV.
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[s1]Veduta interna della reggia
[s2]Veduta del parco della reggia
[s3]Veduta esterna della reggia
[s4]La fontana Margherita
[s5]Una stanza della reggia
[s7]Veduta da vicino della fontana del parco
[s8]Veduta da lontano della fontana del parco
[s9]Veduta interna della reggia
[s10]Salone delle guardie
[s11]Sala di Marte
[s12]Sala Astrea
[s13]Lo scalone d’onore
[s14]Sala del trono
[s15]Vestibolo superiore